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Immagine: UNITO — Otto, il giornale di UniTo

Conciliare la coltivazione del riso con la tutela delle zone umide, riducendo l’impiego di sostanze chimiche e migliorando la qualità dell’acqua e del suolo, è l’obiettivo di ReMedi , il progetto internazionale al quale partecipa l’ Università di Torino . All’Ateneo è affidato il coordinamento delle attività scientifiche per la selezione degli indicatori e la definizione dei protocolli comuni con cui monitorare la biodiversità e i servizi ecosistemici nei diversi siti pilota mediterranei.

La coordinatrice italiana è la professoressa Simona Bonelli , affiancata dal professor Enrico Caprio , entrambi del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi . Il loro lavoro riguarda la definizione di che cosa osservare e di come raccogliere i dati sul campo, attraverso metodi condivisi tra i territori coinvolti. Accanto alla biodiversità, il monitoraggio prenderà in esame i servizi ecosistemici, cioè i benefici che gli ecosistemi offrono alle persone.

Finanziato dal Programma PRIMA con un budget complessivo di 2,8 milioni di euro e coordinato dal centro tecnologico Eurecat , ReMedi considera le risaie e le zone umide come un sistema connesso, nel quale affrontare insieme le esigenze della produzione agricola e della conservazione della natura.

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