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Il progetto LIMBO esplora in sei Paesi le motivazioni e i percorsi delle donne affiliate allo Stato Islamico, insieme al destino dei minori coinvolti.
Ricostruire le ragioni che hanno spinto migliaia di donne ad aderire all’ISIS, il loro ruolo nella costruzione del Califfato e le loro vite dopo la sua caduta nel 2019 insieme al destino dei minori coinvolti. È questo l’obiettivo di LIMBO, un nuovo progetto dell’Università di Pisa coordinato da Renata Pepicelli e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso il Fondo Italiano per la Scienza. Il programma prenderà ufficialmente il via il 27 e 28 ottobre 2026 a Pisa, con il convegno Donne che agiscono violenza politica. Una prospettiva comparata su agency, pratiche e rappresentazioni, oltre il paradigma ISIS .
Lo studio riguarderà sei Paesi: Siria, Iraq, Giordania, Tunisia, Francia e Regno Unito. Per avere un’idea dell’ampiezza del fenomeno, gli stranieri affiliati allo Stato Islamico in Iraq e Siria furono secondo le stime tra 44.000 e 53.000, provenienti da oltre sessanta Paesi: circa il 14% erano donne e il 13% minori.
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