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Nel periodo giugno–agosto 2026, l’Europa ha registrato temperature elevate e ondate di calore prolungate. Secondo i dati di Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea, nell’area dell’Europa occidentale sono stati rilevati in media 41 giorni di forte stress termico e, per 17 giorni, almeno il 60% del territorio ha registrato temperature superiori ai 30 gradi, con picchi di 37–39 gradi.
Questi dati richiamano l’attenzione sulle implicazioni del caldo per la sanità pubblica e l’equità, oltre che per l’ambiente. Abbiamo intervistato Antonio Gasparrini , biostatistico ed epidemiologo della London School of Hygiene & Tropical Medicine, e Matteo Di Maso , ricercatore del dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità , in occasione della lecture “ Climate change, heat and health ”, che si terrà il 22 ottobre in Sala Malliani, in via Festa del Perdono, 7. La lecture nasce dalla collaborazione tra il dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità e il gruppo di ricerca londinese del professor Gasparrini, nell’ambito della costruzione di una banca dati italiana che integra dati di temperatura ad alta risoluzione del programma europeo Copernicus con quelli relativi alla mortalità.
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